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Ass. De Cola

In relazione all’avviso di garanzia ricevuto

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In relazione all’avviso di garanzia ricevuto, il Sindaco Renato Accorinti annuncia che chiederà di essere ascoltato con immediatezza dalla magistratura in cui ripone la massima fiducia, al fine di poter esporre l’intenso e continuo lavoro posto in essere in questi tre anni e mezzo per recuperare situazioni di degrado generatesi negli ultimi 30-40 anni.

Per conoscenza di tutti è preliminarmente utile fare il punto della situazione della città in materia di scarichi fognari.

Fino agli anni 60 tutte le fognature della città scaricavano a mare e solo dopo la legge 319/76 e la norma regionale n. 27/86 furono realizzati il collettore ”Cassina” e il depuratore di Mili che avevano il compito di raccogliere e convogliare tutti gli scarichi fognari (quelli da Guardia a nord nel collettore “Cassina” e quelli da Guardia a Sud nel depuratore di Mili.) Purtroppo è storia nota che moltissimi scarichi non furono convogliati o allacciati e ancora più sono quelli che successivamente agli anni 80 (cioè da 30 anni a oggi) non sono stati allacciati e scaricano abusivamente in torrenti o nelle condutture per la raccolta delle acque bianche.

Quanto emerge è che c’è un grande lavoro da fare e questa Amministrazione lo sta facendo con impegno e con piena coscienza della difficile situazione ereditata.

Nel difficile quadro di dissesto (ambientale/idrogeologico/sociale/finanziario) che l’amministrazione ha affrontato dalla seconda metà del 2013, è stata realizzata una intensa e importantissima attività progettuale, sulla cui base sono state intercettate risorse significative per intervenire in questo settore, da sempre ritenuto prioritario da questa Amministrazione.

Appena insediata, pur in assenza di risorse specifiche, l’amministrazione ha avviato interventi di pulizia, diserbo, bonifiche e sagomatura dei torrenti anche stipulando protocollo d’intesa con l’ESA e utilizzando i mezzi dell’autoparco comunale. È stato organizzato un sistema di manutenzione dei torrenti che prevede interventi su circa 20 torrenti l’anno (gli interventi sono concordati con le Circoscrizioni).

La città di Messina ha destinato oltre il 30% delle risorse del Masterplan (32,3 milioni di euro su 105) per interventi di tutela dell’ambiente, protezione del rischio idrogeologico e interventi sulle infrastrutture strategiche (acquedotto), di cui 1 milione espressamente dedicato a interventi di adeguamento e controllo degli scarichi fognari su nove impianti del canale collettore “Cassina” nel tratto Guardia-Mili.

Dopo un lungo e complesso lavoro di programmazione svolto negli ultimi anni l’Amministrazione è riuscita ad ottenere numerosi e importanti finanziamenti. DI seguito l’elenco dei progetti già finanziati relativamente ai torrenti per i quali è programmato l’avvio della spesa nel corso del 2017:

  • Riqualificazione ambientale e risanamento igienico-sanitario dell’alveo del torrente Cataratti-Bisconte e opere varie €  29.990.000,00; (Finanziato dalla Regione con protocollo d’intesa sottoscritto il 22 ottobre 2016).
  • Sistemazione idraulica del torrente Annunziata e ricostruzione dell’alveo dissestato €  2.000.000,00 (Finanziato dalla Regione con protocollo d’intesa sottoscritto il 22 ottobre 2016).
  • Lavori di messa in sicurezza dell’attraversamento del torrente Portella Arena in corrispondenza della cooperativa Futura € 650.000,00 (Finanziato nel Masterplan Città di Messina).
  • Mitigazione del rischio Alluvione con opere di sistemazione in alveo e dei sistemi arginali dei torrenti Larderia, Papardo, Salemi-Gesso, Ortoliuzzo a salvaguardia della popolazione e del tessuto economico € 47.888.207,30 di cui finanziati € 7.943.119,02 (Finanziati nel Masterplan Città di Messina).
  • Lavori per la mitigazione del rischio idraulico mediante l’eliminazione di alcuni attraversamenti e guadi nei torrenti con la realizzazione di manufatti preferibilmente prefabbricati a tutela della sicurezza pubblica € 3.000.000,00 (Finanziato nel Masterplan Città di Messina).
  • Progetto sistemazione idraulica Bordonaro superiore € 3.470.000,00 (Finanziato nel Patto per la Sicilia)

Oltre ai progetti prima elencati, in base a quanto affermato dal Commissario Delegato per il rischio idrogeologico in Sicilia nell’incontro del 21 dicembre 2016, hanno ottenuto un punteggio Rendis (è il sistema di punteggio per ottenere i finanziamenti) superiore a 70 punti, è questo il limite inferiore per essere finanziati, progetti per tutela ambientale per un totale di 160 mln di €. Si evidenzia che il progetto per gli interventi nei torrenti San Filippo, Zafferia, Mili e Marmora per un importo di 104 mln di € ha avuto il più alto punteggio in tutta la Regione e dunque dovrebbe essere finanziato con certezza.

 

Oltre agli interventi eseguiti dell’Amministrazione vi è quanto posto in essere da Amam, il cui presidente dott. Leonardo Termini chiede come il Sindaco di essere sentito dalla magistratura, negli ultimi 18 mesi e precisamente:

  • Orto Liuzzo, sistemazione della condotta fognaria lungo la via marina.
  • Torrente Marmora, sistemazione della condotta fognaria che attraversa il torrente.
  • Santo Saba, interventi di sistemazione condotte fognarie e impianti di sollevamento ricadenti nel villaggio.
  • Acqualadroni, rifacimento tratti della condotta fognaria ricadenti all’interno del villaggio.
  • Torre Faro, sistemazione fognatura in via Torre.
  • Ganzirri, interventi di pulizia delle condotte
  • Via Consolare Pompea, interventi di pulizia sul collettore Cassina e sulla rete vecchia
  • Annunziata, eliminati tutti gli sversamenti fognari presenti nella parte scoperta del torrente.
  • Annunziata, sistemazione condotte fognarie e avvio pulizia condotte su viale Regina Elena (già eseguiti 250 m).
  • Campo Italia, sistemazione condotta fognaria e corretto convogliamento acque piovane.
  • Viale della Libertà, sistemazione condotta fognaria.
  • Torrente Bisconte, interventi per eliminare la fognatura dalla condotta delle acque piovane.
  • Mili San Pietro, interventi per eliminare la fognatura dal torrente.
  • Torrente San Filippo , interventi per eliminare la fognatura dal torrente.
  • Galati San Anna, interventi per eliminare la fognatura dal torrente.
  • Galati Santa Lucia, interventi per eliminare la fognatura dal torrente.
  • Zafferia, interventi per eliminare la fognatura dal torrente.

In merito ai depuratori l’amministrazione ha compiuto tutto ciò che era nelle sue competenze per la realizzazione degli interventi finanziati (40 milioni) sul depuratore di Tono; la Regione non ha però emesso i decreti di finanziamento. L’opera è adesso commissariata dal Governo che ha nominato come commissario l’assessora Contraffatto, l’iter dopo il commissariamento è finalmente ripartito.

Per il depuratore di Mili sono state acquistate le coperture per le vasche degli ispessitori e della vasca di sollevamento iniziale per eliminare i cattivi odori a Mili, le coperture sono già preso il depuratore e la loro istallazione è prevista per il mese di gennaio 2017.

Sempre per il depuratore di Mili è stato finanziato con 10 mln di € il Revamping dell’impianto nel Masterplan per la Città di Messina.

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Aggressioni alla polizia municipale del Comune di Messina

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Di fronte all’ennesimo atto di aggressione subito dalla polizia municipale il Sindaco e la Giunta comunale esprimono solidarietà e vicinanza al commissario Biagio Santagati, all’ispettore Cosimo Peditto ed all’agente Daniela Cipitì, che nello svolgimento del loro compito di controllo per il rispetto della legalità sono finiti in una vera e propria “imboscata” organizzata da ambulanti illegali che con atteggiamento violento e malavitoso li hanno colpiti con calci e pugni.

La città è stanca di aggressioni che si ripetono da parte di chi non vuole rispettare le regole. Comportamenti a volte violenti, altre volte sprezzanti, arroganti e minacciosi nei confronti di chi svolgendo con coscienza il proprio dovere, stava multando e sequestrando la merce esposta e venduta in maniera illecita.

La polizia municipale è sempre in prima linea a combattere contro tutte le trasgressioni delle regole del vivere civile e paga troppo spesso le conseguenze del proprio impegno  anche con danni fisici e morali. L’amministrazione denuncerà e contrasterà come sempre e con tutte le modalità questi atti di prevaricazione, ma è altrettanto importante che non ci sia nessun tipo di giustificazione e che la città risponda compatta. Tutte  le Istituzioni dovranno  intervenire in maniera coordinata perché possa ritornare in città un clima di serenità e di rispetto delle persone e delle regole.

il sindaco di Messina
Renato Accorinti

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Lettera al Direttore della Gazzatte del Sud L. D’Amico in merito alla Variante di salvaguardia ambientale

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Gentile Direttore,
come sempre non desidero polemizzare ma vorrei solo fare chiarezza in merito all’articolo pubblicato oggi (13/8) relativo alla Variante di salvaguardia ambientale, perché tutti possano avere informazioni corrette e ovviamente riscontrabili in atti.

Dopo avere ricevuto il decreto firmato dall’assessore Croce, l’Amministrazione ha immediatamente avviato la procedura di VAS e, contestualmente, raccolto opinioni e pareri (molti giunti spontaneamente), quindi − come peraltro già fatto per il progetto del porto di Tremestieri quando il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici diede piena conferma alle ipotesi sostenute dal Comune di Messina − si è rivolta a un soggetto terzo e autorevole e ha chiesto un parere alla Commissione Urbanistica Comunale la quale si è espressa paventando l’illegittimità dell’atto dell’assessore Croce e invocando il principio di precauzione.

Ritengo importante evidenziare che la CUC ha carattere di terzietà poiché i componenti della stessa sono indicati da ordini professionali e Università, quindi − differentemente da quanto riportato nel suo Giornale − non è stato chiesto un parere ad un consulente nominato dall’Amministrazione ma ad un soggetto chiamato a garantire un ampio spettro di competenze (nella CUC siedono architetti, ingegneri, geologi, giuristi) ma soprattutto autonomia e terzietà.

Appare strano che l’Assessore Croce dica che l’Amministrazione non voglia avviare la procedura di VAS perché non solo la stessa è stata avviata immediatamente dopo avere avuto il decreto a sua firma ma, dopo soli 30 giorni, si è anche chiesto (note dell’ 1 e dell’ 8 agosto) a seguito della tempestiva redazione del Rapporto Ambientale Preliminare, un incontro con l’Assessorato Regionale, per il quale si è in attesa di riscontro, al fine di avviare con immediatezza la fase di consultazione. Quindi nessuna volontà di evitare il confronto ma al contrario, con immediatezza ci siamo attivati come è doveroso avendo ricevuto un Decreto Regionale.

L’importante parere reso dalla CUC fa un’ampia disamina della situazione anche con riferimento alle norme comunitarie, offre indicazioni relativamente alla giurisprudenza di settore e cita chiaramente il principio di precauzione che ritengo importante provare a esemplificare. Per comprendere concretamente cosa sia Il principio di precauzione in questa circostanza può essere utile provare a rispondere alla domanda che segue. Supponiamo che nel lungo tempo ormai trascorso dalla consegna della variante alla regione una ditta abbia (legittimamente in quanto autorizzata dal vigente PRG) realizzato opere in un’area dichiarata pericolosa dalla variante  e che, nel prossimo autunno,  a seguito di un evento di eccezionale intensità piovosa (fenomeno questo sempre più frequente) ci siano dei danni e anche purtroppo delle vittime come già tragicamente accaduto nella nostra città. Se dovesse generarsi questa terribile situazione di chi sarebbe la responsabilità? Dell’Amministrazione che ha redatto, anche in omaggio al dettato consiliare, uno strumento per la tutela e la salvaguardia dei nostri territori o di chi dicendo si poteva fare meglio impedisce l’attuazione della Variante di tutela Ambientale.

In sintesi, come già fatto per il porto di Tremestieri, si sono seguite le richieste delle Autorità Regionali, anche se da queste si dissente, e con spirito di collaborazione si è offerto un parere terzo per provare ad affrontare una problematica complessa che, per la sua condizione attuale, può generare responsabilità importanti.

Ancora una volta ricordo a tutti che diversamente da quanto scritto da alcuni, la Variante non sposta volumi ma semplicemente li cancella, cioè diminuisce il carico ambientale attualmente previsto dal PRG per difendere  i nostri territori più fragili dalle follie scritte negli strumenti urbanistici oggi vigenti.

La ringrazio se potrà pubblicare questa nota forse un po’ lunga ma che mi auguro  possa trovare spazio adeguato vista l’importanza del tema.

Sergio De Cola
Assessore alle Politiche del Territorio del Comune di Messina

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Storie di un futuro possibile: il “Patto della Falce” a partire dal recupero delle aree Smeb

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Dal suo insediamento questa Amministrazione ha perseguito politiche di recupero e di rigenerazione dei nostri territori, articolando questo percorso con azioni diverse ma sempre coerenti a principi di riqualificazione e valorizzazione: dalla scelta di finanziare la demolizione delle palazzine fatiscenti del complesso Casa Nostra per realizzare un parco, alla redazione degli studi ambientali sul PRG vigente, fino ad arrivare alla redazione di una Variante di Salvaguardia Ambientale al PRG (completata e consegnata alla Regione ormai da 9 mesi).

In questa logica nel mese di novembre 2015, in uno dei tanti giri fatti in città, con un po’ d’imprudenza entrai nei cantieri dell’ex Smeb e vidi quanto degrado e pericolo vi fosse a causa della situazione di totale abbandono delle aree. Scrissi una dura nota al curatore fallimentare, l’avv. Marcello Parrinello, chiedendo che provvedesse alla messa in sicurezza dell’area. Da un momento di potenziale attrito è nato un rapporto di collaborazione nell’interesse della città in cui anche grazie all’impegno del curatore è stato possibile pianificare non solo la messa in sicurezza dell’area ma anche la rimozione di tutte le strutture in ferro dell’ex Smeb, consentendo così un notevole passo in avanti verso la restituzione alla città di un’area (16.000 mq) di grande importanza che rientra tra quelle comprese nel Patto della Falce.

Oggi, durante la riunione convocata dall’Autorità Portuale per discutere del progetto, si sono trovate nuove sinergie con l’Autorità stessa che lasciano intravedere la concreta possibilità di recupero di tutte le aree dell’ex stazione di degassifica. Il progetto prevede modestissimi costi poiché la società che eseguirà i lavori trarrà il suo guadagno dal riciclo dei materiali provenienti dalla demolizione, e il Comune e l’Autorità valuteranno, se necessario, la possibilità di intervenire anche con mezzi propri per completare il lavoro.

È una storia di piccole azioni che rivestono però un ruolo importantissimo e strategico nel Recupero di aree di grande rilevanza della nostra città e nella possibilità del loro Riuso. È una storia che parla della possibilità di fare impresa, anche per recuperare e riciclare.

In questo momento in cui si stanno finalmente avviando importanti cantieri in città (viadotto Ritiro, via Don Blasco, torrente Bisconte Cataratti) ritengo utile evidenziare che la valorizzazione dei nostri territori può, e deve, passare anche da azioni puntuali come questa. Piccoli interventi che hanno però grande significato e valore, anche simbolico, per i luoghi in cui si opera. Queste azioni possono trarre spunto da situazioni diverse e non pianificate (come in questo caso) e trovano la loro origine in una coscienza del bene comune che nella nostra città si è per troppo tempo smarrita, sono iniziative che ancora una volta vengono rese possibili dalla sinergia tra Amministrazioni e, in questo caso, anche con i privati.

Il prossimo avvio della demolizione di ciò che resta della Smeb, insieme ai cantieri e alle azioni di pianificazione portate avanti, dice con atti e fatti concreti, che il recupero e il rilancio della nostra città è possibile ed è già iniziato. È importante continuare ed è necessario che ognuno faccia la sua parte, in un impegno collettivo per la tutela e la valorizzazione del nostro paesaggio: dal più piccolo spazio pubblico alle grandi bellezze naturali dello Stretto. È necessaria la consapevolezza che si tratta di un grande progetto per il nostro territorio da perseguire anche attraverso azioni minute ma diffuse e quotidiane che tutti possono e devono portare avanti.

Sergio De Cola
Assessore alle Politiche del Territorio del Comune di Messina

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Patto per la Falce

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Riteniamo sia corretto rendere pubblico il testo dell’accordo deliberato ieri in giunta a seguito del lavoro svolto in continuo raccordo con l’Autorità Portuale e nel rispetto dei tempi previsti dal “Patto per la Falce” firmato a Palermo.

In coerenza con quanto sostenuto dall’Amministrazione e dichiarato dal Sindaco pubblicamente, l’accordo prevede la bonifica, la liberazione delle aree e la possibilità di realizzare i volumi necessari ad una equilibrata fruizione del sito, il recupero dei monumenti esistenti e la valorizzazione del meraviglioso paesaggio di questa importantissima parte del nostro territorio.

In allegato il file *pdf
http://renatoaccorintisindaco.it/wp-content/uploads/2016/02/art2-pattofalce-finale.pdf

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Progetto “Pilone” nel Masterplan

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In merito al presunto conflitto di interessi che il Prof. Antonio Mazzeo individua nei confronti del sottoscritto, desidero evidenziare quanto segue.

Conflitto di interessi è la possibilità di trarre vantaggi, anche economici, da una decisione che dipende in qualche modo dallo stesso soggetto. Chiedo quindi, soprattutto per darne conto ai lettori, se può indicare i vantaggi, anche e non solo economici, che deriverebbero a me stesso, o a persone a me vicine professionalmente, dall’eventuale accoglimento delle proposte inserite nel Masterplan. A me sfuggono, e certamente non sono noti a tutti coloro che sanno invece di cosa si stia parlando, a chiunque abbia appena approfondito l’argomento, a chi ha avuto voglia di andare a guardare gli atti, tutti pubblici, che definiscono inequivocabilmente questa storia.

Il progetto del basamento del Pilone di Torre Faro trae origine da un concorso internazionale di idee svoltosi nel 1999-2000 (circa 13 anni prima dell’insediamento della giunta Accorinti) vinto da un raggruppamento di professionisti (prof. Arch Jan Pierre Buffi di Parigi, prof. arch. Pier Paolo Balbo di Roma, studio De Cola Associati di Messina). La prestazione professionale richiesta si è definitivamente conclusa, con la validazione da parte del RUP, prima dell’insediamento di questa Giunta e quindi la situazione contrattuale non potrà in nessun modo variare indipendentemente da qualunque scelta sarà assunta dall’Amministrazione, attuale o futura, in merito al progetto.

Nell’interesse dei lettori, desidero precisare al Prof. Mazzeo, ed a quanti concordino con lui, che l’inserimento o meno, del progetto “Pilone” nel Masterplan non porterà un solo centesimo nelle mie tasche ne’ di nessuno dei soggetti che hanno a qualsiasi titolo collaborato con il mio studio, ne’ produrrà alcun altro vantaggio, neppure in prospettiva. Infatti l’inserimento nel Masterplan è finalizzato a finanziare le somme necessarie all’espletamento della gara ed ai collaudi che in nessun modo potrebbero essere assegnati al raggruppamento vincitore della gara internazionale. Mentre la possibilità di utilizzare il lavoro come referenza curriculare si è ovviamente già consolidata con la validazione del progetto, intervenuta come già detto, prima che io accettassi l’incarico che il sindaco Accorinti mi ha chiesto di ricoprire.

In merito all’opportunità, ovviamente adeguatamente valutata, di inserire o meno il progetto tra quelli inviati al governo per la definizione del Masterplan, evidenzio che l’elenco dei  progetti è stato concordato tra tutti i sindaci della città metropolitana di Messina (108 comuni), rispetta appieno le caratteristiche richieste dal governo e risponde ad una reale esigenza di intervenire sul pilone. Può essere smentito ?

Questi sono i fatti, non esiste e non potrà esistere nessun conflitto, ne’ latente ne’ conclamato e neanche possibile. Sono comunque disponibile a incontrare il Prof. Mazzeo e quanti lo ritenessero utile, per un confronto trasparente e mi auguro chiarificatore, anche a beneficio dei tanti (forse troppi?) commentatori che sono intervenuti.

Ringrazio per l’attenzione che si vorrà dare a questa nota.

ing. Sergio De Cola
Assessore ai rapporti con il Consiglio, all’Urbanistica, alla Protezione Civile e ai Lavori Pubblici
del Comune di Messina

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La vera storia del tubo del Fiumefreddo

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ovvero come una situazione “a tre tubi” ha risolto la crisi idrica a Messina

24/ottobre Sabato – alle 8, 20 un movimento franoso rompe la conduttura dell’acquedotto del Fiumefreddo. Amam si reca sul posto con immediatezza ma il sindaco di Calatabiano con ordinanza impedisce l’accesso ai luoghi fino a lunedì successivo, di questo il presidente di Amam informa la prefettura nel pomeriggio di sabato e il prefetto nelle comunicazioni dei giorni successici dà conferma di questa comunicazione. Il comune attiva il COC per la distribuzione di acqua con le proprie autobotti e istituisce due punti  fissi di distribuzione all’autoparco e al Gasometro.

26/ottobre lunedì – Finalmente si può accedere ai luoghi e operai e tecnici di AMAM intervengono, tracciano una pista sulla collina per arrivare sul luogo e iniziano a lavorare per riparare la conduttura. Alle 15 la Prefettura convoca un tavolo tecnico per fare un punto della situazione (io sono presente per il comune) e emette un comunicato in cui esprime apprezzamento per l’operato dell’Amministrazione (comunicato stampa n. 48). Al tavolo è presente anche la protezione Civile regionale  quindi la regione (oltre alle telefonate di Renato a Crocetta) è ufficialmente informata.

27/ottobre martedì – a fine pomeriggio viene conclusa la riparazione e riaperta l’acqua che arriva a Messina la mattina del mercoledì e va quindi in distribuzione. Guido Signorino ed io incontriamo Galatà , che ci dice della sua bravura e competenza ci dice che lui ha fatto tutto l’acquedotto. Ma allora la responsabilità di questo disastro di rete cittadina è sua o comunque in gran parte sua eppure nei giorni successivi i media gli danno spazio e pubblicano pagine di nessuna utilità per la situazione.

28/ottobre mercoledì – alle 16 AMAM mi informa che c’è stato un altro movimento franoso e la conduttura è nuovamente rotta, si convoca una riunione alle 17 per valutare la situazione, alle 17, 20 informo il viceprefetto che, visto il protrarsi del danno, il comune avrà difficoltà a gestire da solo la situazione del rifornimento idrico con le autobotti anche perché al momento non si sa per quanto si protrarrà. Viene chiesta verbalmente l’attivazione del CCS, tuttavia il viceprefetto dopo essersi consultata con il prefetto comunica sempre verbalmente che non ritengono ci siano le condizioni per convocare il CCS, alle 18 circa il gabinetto del sindaco invia una PEC con la richiesta di convocazione urgente di un tavolo.  In Amam si lavora all’ipotesi bypass.

29/ottobre giovedì –alle 10 viene convocato il tavolo, a seguito della richiesta del giorno precedente, Io partecipo fino alle 12,30 poi vado a Calatabiano e resto li fino a tarda sera, aggiornando la prefettura ogni 2 ore circa. Il tavolo conferma che è il Comune che continua a gestire la distribuzione con le autobotti che ancora sono solo quelle del comune  più le tre della forestale  più 1 dei VVFF. Al tavolo viene richiesto dal vicesindaco al viceprefetto, di poter presentare la richiesta dello stato di emergenza ma la richiesta non viene accolta.

30/ottobre venerdì – alle 9,30 si riapre l’acqua dal Fiumefreddo,  arriverà in città in pomeriggio e andrà in distribuzione nella notte.

Dal 30/ottobre al 2/novembre l’acquedotto funziona e la città torna lentamente alla normalità tuttavia ci sono giorni di fortissima pioggia (100 mm in 48 ore, due codici rossi) che sicuramente peggioreranno le condizioni della frana.

4/novembre – nelle prime ore della mattina i presidi lasciati da AMAM sono costretti a chiudere nuovamente l’erogazione del Fiumefreddo perché a causa di un forte movimento della frana si è nuovamente avuta una rottura nella conduttura. Mi reco sui luoghi, la situazione è davvero brutta ci sono colate di fango in movimento e si sono evidenziate numerose nuove lesioni nel pendio, anche il tracciato fatto per poter far salire i mezzi d’opera  presenta delle fratture. Siamo costretti ad andare via per evitare danni a persone e cose.

5/novembre  – vengono effettuati numerosi sopraluoghi ed accertamenti anche dal Dip Nazionale della Protezione civile e finalmente sembra che qualcuno capisca la gravità della situazione della frana, che oltre a danneggiare la tubazione del Fiumefreddo incombe in modo pericolosissimo sull’abitato di Calatabiano. AMAM inizia a redigere il progetto per la realizzazione di un bypass della frana con tubi flessibili e ne parla al tavolo tecnico in prefettura.

6/novembre – io vado a Roma al MIT. Al rientro vado in prefettura e resto fino alle 22,30 e si parla del progetto del bypass che è ancora in fase di definizione ma che viene esposto con chiarezza a Curcio da tecnici e prof Universitari che lavorano con Amam. Al tavolo l’ing. Santoro dichiara che la soluzione illustrata è “la peggiore tra quelle possibili” ma non propone soluzioni alternative. I tecnici vanno via  lavorano tutta la notte e il giorno dopo il progetto è pronto. Il Consiglio dei Ministri delibera l’emissione di una Ordinanza e stanzia 2 mln di €.

7/novembre  – alle 9 ad AMAM visioniamo l’esecutivo del bypass comprensivo anche di elaborati tecnico amministrativi (stima, capitolato, computo,…) , chiamo Foti alle 10  per dirgli che siamo pronti per illustrare il progetto nei dettagli e alle 16 ci vediamo. I loro esperti apprezzano il lavoro, approvano per la parte idraulica e rinviano a domani 8/11 per una valutazione geotecnica dopo aver visto la frana. Sulla base della delibera del CdM, il dipartimento nazionale della protezione civile emette OCDPC 295 in cui si legge  (art. 1 ) “Il commissario delegato … definisce gli interventi da realizzare … a valere sulle risorse finanaziarie … “ e tra questi al punto b) del comma 3 dell’art. 1 “ ripristino, anche in termini di somma urgenza, della funzionalità dell’Acquedotto del Fiumefreddo…”. E’ sicuramente una buona notizia, Comune ed Amam possono spingere al massimo per accelerare i lavori di rispristino; tra l’altro anche se ancora non è di dominio pubblico è stato scelto di far partire comunque il tubo dalla Germania (è partito il 6 sera e arriverà lunedì 9) per tentare di limitare al massimo il disagio in città.

8/novembre – in pomeriggio si riunisce il tavolo con tutti gli esperti  convocati dal Dip nazionale della protezione civile (geologi, idraulici, geotecnici, Università di Firenze, CNR,…) che hanno fatto sopraluoghi e anche sorvoli in elicottero della zona. Dopo una lunghissima discussione si approva il progetto proposto da Amam e il commissario Foti chiede di attivarsi per la sua rapida realizzazione. Il progetto è esattamente quello già presentato in prefettura la sera del 6/11 .

9 e 10/novembre –A Calatabiano si attivano le lavorazioni necessarie per preparare gli innesti del bypass a monte e a valle della frana, mentre in officina si preparano i pezzi necessari per il collegamento del supertubo con la conduttura e viene tracciata e delimitata la pista dove poggiare le nuove condutture. Vengono posizionate le strumentazioni per monitorare la frana ma nessun intervento è ancora avviato da parte della PC per la sistemazione della frana perché la società che ha vinto l’appalto non ha accettato (fino a mercoledì) la consegna dei lavori. Girano delle voci infondate in merito ad una sospensione dei lavori mai intervenuta ma, purtroppo per Messina, la notizia raggiunge anche i TG nazionali . Nel pomeriggio si chiede al Genio militare che si era offerto di realizzare la parte logistica del lavoro (piste, piazzole,…), di tracciare la pista per poter portare la bobina del tubo in quota, visionano il lavoro e dicono che hanno bisogno di 15 gg. (esiste una mail scambiata con l’ing. Bonetti in merito).

12/novembre – Alle 7 di mattina una ruspa che lavora con i cantieri di Amam, inizia a tracciare la pista per cui si era chiesto aiuto al Genio Militare, alle 11 (4 ore dopo) completa il lavoro e arriva in quota dove verrà realizzato l’attacco a valle del tubo) tutte le lavorazioni sono ultimate e si iniziano a montare i raccordi, la bobina con il supertubo viene portata in quota per essere posizionata.  La PC fa salire il coordinatore per la sicurezza per i cantieri ma ancora nessuna lavorazione per l’avvio della messa in sicurezza della frana è avviata. C’è un momento di nervosismo con la ditta Benassi che non è abituata alle lentezze dei lavori pubblici e ancora non ha firmato il contratto. La dott.ssa Titti Postiglione fa i complimenti a Nina Santisi per come ha gestito la parte sociale.

13/novembre Si effettuano i controlli sulle saldature, si montano i raccordi e si stendono i tubi, si montano le flange si eseguono tutte le piccole sistemazioni per avviare l’erogazione. Si lavora tutta la notte.  Il commissario Foti dice alla RTP che Amam dovrà pagare i lavori!! Su questo andrà fatta chiarezza, l’ordinanza (295) al primo punto recita “approvvigionamento idrico della città di Messina” al secondo “ ripristino anche in termini di somma urgenza, della funzionalità dell’acquedotto del Fiumefreddo”

14/novembre alle 8 viene messo in pressione il primo tubo che riempirà la condotta fino a Messina mentre nelle ore successive verranno innestati gli altri due tubi che porteranno fino a 750 l/sec l’erogazione. In mattinata, finalmente, hanno iniziato a tracciare le piste che consentiranno  l’avvio dei lavori di sistemazione della frana. Insieme con il vicesindaco incontriamo l’ing. Curcio e affrontiamo il problema soldi. Ci dice che è stata emessa una seconda ordinanza (la 297 del 13/11/2015) che noi non conosciamo, che chiarisce questi aspetti. L’ordinanza non è neanche sul sito, e non ne è stata data notizia, apprendiamo che è stata firmata la sera del 13/11 quando cioè i lavori erano finiti! La nuova ordinanza emenda la precedente e elimina, dopo che i lavori sono finiti,  la possibilità di finanziare la realizzazione del bypass. Ci confrontiamo con i nostri legali, dopo una prima lettura dei documenti ci dicono che la  297 sembra illegittima.

In tutti questi giorni il COC “capitanato” dall’Assessore Pino e con la collaborazione importante e fondamentale delle circoscrizioni e dei volontari ha seguito la distribuzione  dell’acqua con autobotti ed è riuscito a rispondere alla quasi totalità delle richieste alleviando in modo fondamentale il fortissimo disagio che si è vissuto in città, dimostrando, ancora una volta, che lavorare insieme alla risoluzione dei problemi è il metodo di lavoro da adottare sempre.

Questo diario, almeno per la sua parte più viva, finisce oggi 15/11/2015 anche se ancora molto si discuterà anche  sulla strana ordinanza 297,  sugli episodi avvenuti in queste due settimane e sul perché si sia potuta generare una situazione come quella che purtroppo abbiamo vissuto.

Sergio De Cola – Assessore Giunta Renato Accorinti Sindaco
URBANISTICA – LAVORI PUBBLICI – PROTEZIONE CIVILE E DIFESA DEL SUOLO –  INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA SU IMMOBILI COMUNALI ADIBITI A SERVIZI – RETE VIARIA E SOTTO SERVIZI – AUTOPARCO COMUNALE – RAPPORTI CON IL CONSIGLIO COMUNALE – PIANO PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE FARMACIE – SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

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Sulla Grave Crisi Idrica

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La grave crisi idrica che per una settimana ha creato enormi disagi ai messinesi e’ stata affrontata con grande senso di responsabilità dai nostri concittadini, grazie anche all’informazione puntuale che la stampa ha dato dell’evolversi della situazione. E’ necessario quindi che se qualche notizia, ed i relativi commenti, non rispondono alla realtà dei fatti vadano corretti.
Leggendo  l’articolo pubblicato da Tempostretto Crisi idrica, in Consiglio comunale torna l’ipotesi sfiducia: assoluta incapacità gestionale”, noto alcune affermazioni su cui è utile fare chiarezza, come e’ utile non smettere di ricordare preliminarmente che l’attivazione immediata dell’AMAM e’ stata impedita per ben 2 giorni (sabato 24 e domenica 25) da un’ordinanza del Sindaco di Calatabiano che ha vietato di intervenire sui luoghi.
L’articolo riporta una dichiarazione della presidenza del consiglio comunale che proprio perché proviene dai vertici dell’organo di massima rappresentanza democratica avrebbe dovuto essere precisa, contestando i fatti nella maniera in cui si sono svolti, invece che lanciare generiche accuse.
Relativamente alla gestione criticata infatti, già da sabato 24 l’Amministrazione si è attivata con le proprie autobotti fornendo supporto continuo alla popolazione. Lo stesso verbale (n. 48/2015) della riunione tenutasi in Prefettura nel pomeriggio di lunedì 26 riporta che “Si è preso atto della tempestività con la quale L’Amministrazione Comunale si è attivata riuscendo ad evadere le richieste pervenute da più parti nella mattinata odierna al fine di contenere i disagi degli Uffici e delle Strutture ospedaliere.“ In merito a una dichiarazione virgolettata di Versaci in cui si legge “davanti a questa grave emergenza non hanno attivato, forse non lo sapevano ed è ancora più grave, i governi nazionale e regionale che con i loro strumenti avrebbero potuto dare aiuto immediato alla cittadinanza.”, affermo che in realtà è vero il contrario:  le richieste di intervento alle autorità sono state doverosamente e tempestivamente fatte. Mercoledì pomeriggio, non appena avuta notizia dell’aggravarsi del movimento franoso,  intorno alle ore 17,00 ho personalmente chiamato la Prefettura chiedendo una convocazione del tavolo per coordinare i soccorsi alla popolazione ed è quindi stata inviata (intorno alle ore 18,00)  una richiesta urgente, che ha avuto come esito la convocazione del tavolo tecnico di giovedì 29 mattina, ritenendo, la Prefettura, non necessaria una convocazione più rapida. Nel verbale (n.49/2015) della riunione di giovedì mattina si legge “E’ stato confermato altresì che il coordinamento delle operazioni di approvvigionamento resta incardinato presso l’Autoparco Municipale”.
Evidentemente fino a tutta la mattina del 29 l’operato dell’Amministrazione Comunale è stato ritenuto adeguato. Solo successivamente, venerdì 30 quando la riparazione era stata completata, l’acqua immessa nella conduttura e il bypass con l’Alcantara realizzato,  nel comunicato (n. 50/2015) della Prefettura si legge “La distribuzione sul territorio … è curata dall’Ispettorato Dipartimentale delle Foreste d’intesa con l’Autoparco Municipale e l’AMAM”.
Le dichiarazioni della consigliera Faranda, che nello stesso articolo rimprovera il Sindaco per avere parlato fuori luogo del dissesto idrogeologico, sono davvero non pertinenti.
Mi chiedo se la Consigliera si è resa conto che la conduttura del Fiumefreddo si è rotta proprio per un problema di dissesto idrogeologico, che in Sicilia e particolarmente nei nostri territori e’ un problema drammatico.
L’Amministrazione comunale ritiene che vada combattuto con azioni concrete ed inequivocabili, prima fra tutte la Variante di salvaguardia che tanti riconoscimenti ha ricevuto  a livello regionale e nazionale ma che viene criticata in Consiglio comunale, dove il suggerimento che emerge è di ritirarla e modificarla, ragionando anche di nuove volumetrie e possibilità edificatorie.
Il nostro impegno è invece quello di lavorare, con il contributo di tutti, per contenere e, se possibile, eliminare i rischi a cui ci espone la fragilità dei nostri territori.

Sergio De Cola
Assessore ai rapporti con il Consiglio, all’Urbanistica, alla Protezione Civile e ai Lavori Pubblici
del Comune di Messina

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L’ASSESSORE DE COLA SCRIVE ALLA REGIONE

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L’assessore ai Lavori Pubblici, Protezione Civile e Urbanistica, Sergio De Cola, ha scritto una nota alla Regione Siciliana attraverso i mass media: “Cara Regione ti scrivo, dopo incontri con politici e dirigenti, dopo richieste formali e non, questa volta lo faccio attraverso i media per sollecitare e, finalmente, ottenere riscontro ad atti ufficiali inoltrati da tempi ormai lunghissimi.
Chi ha assunto responsabilità amministrative e di governo deve puntare ad ottenere risultati utili per la comunità che rappresenta. Gli atti di pianificazione, così come i progetti di opere pubbliche, esprimono attraverso azioni concrete le scelte delle comunità, ne sostanziano la volontà e il progetto di sviluppo dei propri territori, ne proiettano le visioni future. Mortificare queste scelte con attese irragionevoli non deve essere consentito. Va anche aggiunto che i tempi per autorizzazioni legati ad opere di grande interesse pubblico e protezione civile sono eccessivamente lunghi.
Ad esempio i dragaggi per il porto di Tremestieri o le autorizzazioni per le scogliere di via Veglia e Carbonara, il cui appalto aggiudicato dal Comune a giugno è ancora in attesa di autorizzazione per l’occupazione dei terreni e se le mareggiate invernali arriveranno prima delle autorizzazioni i cittadini ancora una volta pagheranno le conseguenze.
È utile evidenziare che la commissione ANCI, che si occupa di Protezione Civile, a cui la città di Messina partecipa attivamente, sta valutando di proporre un emendamento al codice degli appalti proprio per questo tipo di opere. Prendendo spunto da questa iniziativa sarebbe opportuno adottare un codice di comportamento tra enti pubblici per accelerare autorizzazioni di opere per la tutela e la difesa dei nostri territori. Di seguito un elenco, non esaustivo ma significativo, dei motivi che portano a redigere questa nota. – Studio ambientale sull’effetto cumulativo degli interventi per il PRG attuale, consegnato a marzo 2015: lo studio, di grande importanza, richiesto e concordato con la Regione, ha consentito di fare il punto sulla situazione attuale del comune di Messina per gli aspetti ambientali e costituisce per la nostra città la base per ogni futura valutazione e ipotesi d’intervento sul territorio. – Piano di utilizzo del demanio Marittimo, presentato nel 2013: è lo strumento che consentirà, finalmente, di mettere ordine sulle nostre spiagge e favorirà il settore turistico. – Valutazione Ambientale Strategica e Valutazione d’incidenza del piano particolareggiato Mortelle Tono, presentata nel 2012: il piano a cui si sta lavorando per la migliore integrazione con il nuovo PRG, contiene importanti spunti per uno sviluppo turistico, elemento centrale per il rilancio economico della città. – Valutazione di Impatto Ambientale del progetto di sistemazione del torrente Bisconte Cataratti, presentata nel 2012: il progetto è già stato ammesso a finanziamento per 30 milioni di euro dalla Struttura di Missione Italia Sicura, rischiare adesso di perdere queste importanti risorse sarebbe certamente una grave colpa. – Piano Particolareggiato di Capo Peloro, consegnato per la sua valutazione nel 2008: il piano è ovviamente basato su scenari coevi alla sua elaborazione; prolungare in modo esagerato il suo esame lo priva di parte del suo valore e quindi svilisce la volontà del Consiglio comunale che lo aveva adottato. Come si evince da questo elenco, tutta la pianificazione della città, nonché progetti di fondamentale rilievo sociale e di messa in sicurezza del territorio, sono in attesa di risposta, con la conseguenza di frenare pesantemente una concreta possibilità di crescita e di sviluppo del nostro territorio. Tutti gli atti prodotti hanno date e protocolli chiari che vanno al di là di ogni possibile contestazione, la situazione è così grave che non può più essere sottaciuta. Le risposte debbono essere concrete e debbono prevedere tempi certi e ragionevoli, le passerelle politiche e le apparizioni nei talk show  lasciano tutto immutato.
Questa è una “denuncia sociale” prima che amministrativa, è un appello a tutti i soggetti che possono operare nell’interesse della nostra città e della nostra Regione. Ogni ipotesi di lavoro (piano urbanistico o progetto che sia) ha un tempo, passato il quale può svuotarsi di significato, lasciando solo un’inutile spesa per la sua formulazione.
E’ necessario, ADESSO, uno sforzo collettivo per chiudere le valutazioni in atto, raccogliere approvazioni, prescrizioni o dinieghi ma andare avanti con tempi stringenti e cadenzati che consentano di ridare alla nostra città quella credibilità che sta faticosamente riconquistando sul campo a livello nazionale”.

(fonte http://www.stampacomunemessina.it/ )

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CASA NOSTRA: INAUGURATA STAMANI L’AREA DEL CANTIERE

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Il sindaco, Renato Accorinti, con gli assessori comunali, alle Politiche della Casa, Sebastiano Pino, all’Urbanistica, Sergio De Cola, e all’Ambiente, Daniele Ialacqua, hanno preso parte oggi alla cerimonia di inaugurazione del cantiere per l’avvio dei lavori di risanamento di Casa Nostra. foto3810
“Dopo tantissimi anni di attesa – hanno evidenziato  il sindaco Accorinti e gli assessori Pino, De Cola e Ialacqua – finalmente si può presenziare a questo evento. Le procedure per il risanamento dell’area interessata non sono state semplici ed oggi grazie ad una battaglia intrapresa, dopo anni di incertezze e di ostacoli, con l’impegno e la  tenacia di questa Amministrazione sarà anche realizzato un Parco Urbano. L’odierna inaugurazione – concludono gli amministratori di Palazzo Zanca – rappresenta un ulteriore orgoglio ed è un importante segnale di cambiamento delle politiche di attenzione al verde urbano ed alla vivibilità della nostra città”.
Lo scorso 4 settembre è stato firmato dall’Amministrazione comunale e dalla G.A.P. (Grandi Attività Progettuali), ditta aggiudicatrice, il contratto d’appalto relativo alle opere di presidio e urbanizzazione primaria atte alla sistemazione dell’area a Tremonti per un importo di 1 milione 488 mila 329 euro.
2foto3810L’intervento prevede la demolizione dei 7 edifici danneggiati, disfacimenti, sbancamenti e preparazione del terreno per la riqualificazione dell’area di progetto, la realizzazione dell’impianto d’illuminazione stradale, la sostituzione di brevi tratti di fognatura e per la raccolta di acque pluviali ed interventi volti alla realizzazione di un parco urbano.

Altre fotografie:
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(fonte http://www.stampacomunemessina.it/ )

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