Archivi categoria: Ass. Santisi

Aggressioni alla polizia municipale del Comune di Messina

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Di fronte all’ennesimo atto di aggressione subito dalla polizia municipale il Sindaco e la Giunta comunale esprimono solidarietà e vicinanza al commissario Biagio Santagati, all’ispettore Cosimo Peditto ed all’agente Daniela Cipitì, che nello svolgimento del loro compito di controllo per il rispetto della legalità sono finiti in una vera e propria “imboscata” organizzata da ambulanti illegali che con atteggiamento violento e malavitoso li hanno colpiti con calci e pugni.

La città è stanca di aggressioni che si ripetono da parte di chi non vuole rispettare le regole. Comportamenti a volte violenti, altre volte sprezzanti, arroganti e minacciosi nei confronti di chi svolgendo con coscienza il proprio dovere, stava multando e sequestrando la merce esposta e venduta in maniera illecita.

La polizia municipale è sempre in prima linea a combattere contro tutte le trasgressioni delle regole del vivere civile e paga troppo spesso le conseguenze del proprio impegno  anche con danni fisici e morali. L’amministrazione denuncerà e contrasterà come sempre e con tutte le modalità questi atti di prevaricazione, ma è altrettanto importante che non ci sia nessun tipo di giustificazione e che la città risponda compatta. Tutte  le Istituzioni dovranno  intervenire in maniera coordinata perché possa ritornare in città un clima di serenità e di rispetto delle persone e delle regole.

il sindaco di Messina
Renato Accorinti

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Accoglienza migranti nello Sprar: firmato il decreto per i progetti degli enti locali. Il Comune di Messina ammesso al finanziamento per l’anno 2016-2017, con 71 posti

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Lunedì 30 maggio, è stato firmato il decreto con il quale il Comune di Messina è stato ammesso al finanziamento del Ministero degli Interni, per l’anno 2016 – 2017, a valere sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, tra gli Enti che offrono servizi finalizzati all’accoglienza dei richiedenti e dei titolari di protezione internazionale e umanitaria.
E’ quanto annunciato dall’assessora ai Servizi Sociali, Nina Santisi, la quale dichiara che per “l’accoglienza di persone con necessità di assistenza sanitaria, sociale e domiciliare, specialistica e/o prolungata sono stati assegnati 71 posti per un importo complessivo pari a 947.715,18 euro per l’anno 2016 e 1.616.430,10 euro per l’anno 2017″.
Il Comune di Messina ha partecipato al Bando, pubblicato dal Ministero nell’Ottobre 2015, con il quale ha indetto una selezione pubblica, per la realizzazione degli interventi di accoglienza integrata dello SPRAR (Servizio centrale per i Richiedenti Asilo e Rifugiati), alla quale hanno aderito le Cooperative Sociali “Pro Alter 2000”, “S. Maria della Strada” e “Senis Hospes”.
I Servizi, offerti dal progetto, si rivolgono a soggetti vulnerabili (donne sole e con bambini, vittime di tratta, di torture, anziani, persone con disabilità) e assicurano, oltre all’accoglienza materiale, mediazione linguistica e culturale, orientamento e accesso ai servizi territoriali, formazione e riqualificazione professionale, accompagnamento all’inserimento lavorativo abitativo e sociale, alla tutela legale e psico-socio-sanitaria. Il progetto impegnerà 42 operatori, tra cui educatori, animatori, assistenti sociali, psicologi e mediatori linguistico-culturali.
“La particolare soddisfazione dell’Amministrazione – ha commentato l’assessora Nina Santisi – sta nell’aver condiviso con il terzo settore un’intensa attività di coprogettazione e nell’aver dimostrato che si lavora anche oltre l’emergenza. L’impegno del comune in tema di migranti, non è riconoscibile solo nella gestione dell’emergenza sbarchi (tra l’altro, in questi ultimi giorni, particolarmente gravata dall’intensificarsi dei flussi), ma anche nella promozione e sviluppo di un sistema di accoglienza diffusa e di interventi centrati sull’esercizio dei diritti di cittadinanza dei migranti, attraverso processi reali di inclusione. “Il progetto appena approvato – conclude la Santisi – rivolto ai soggetti più fragili che arrivano nella nostra città, con gli sbarchi, va nella direzione di tale prospettiva”.

(fonte http://www.stampacomunemessina.it/ )

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EMERGENZA SBARCHI: L’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI SANTISI RICHIAMA IL MODELLO DELL’ACCOGLIENZA DIFFUSA

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Nelle giornate del 14 e 15 aprile, sul molo Marconi, sono stati accolti due sbarchi con l’arrivo di ben 198 minori non accompagnati di nazionalità egiziana e sub sahariana, a fronte della già avvenuta saturazione della struttura di prima accoglienza in convenzione con il Comune.
L’assessorato e il dipartimento alle Politiche Sociali hanno gestito un afflusso non prevedibile, al di sopra della media consueta di percentuali di minori durante uno sbarco, pari, in questa ultima circostanza, al 50% del totale dei migranti.
Malgrado l’enorme difficoltà, in tarda serata, a conclusione delle operazioni di identificazione, tutti i minori hanno trovato accoglienza grazie al lavoro ininterrotto del Servizio Sociale e delle strutture di accoglienza, autorizzate con ordinanza sindacale. Il proficuo intervento collaborativo, coordinato dal dipartimento, ha consentito di affrontare efficacemente l’eccezionale afflusso. Nonostante il positivo riscontro all’emergenza dei giorni scorsi,  è forte la preoccupazione per ciò che potrebbe determinarsi nei giorni a venire in caso di ulteriori sbarchi,  a seguito anche della più recente chiusura della rotta balcanica. Tale circostanza richiede risposte di sistema, che non possono far gravare solo sui Comuni questo grande onere, che richiede soluzioni a livelli ben più alti rispetto a quello locale. In merito a quanto verificatosi, l’assessore alle Politiche sociali, Nina Santisi, ha scritto al Sindaco e ai colleghi di Giunta per condividere questo allarme e ricondurre la riflessione sui temi dell’accoglienza diffusa, cui tende l’azione dell’Assessorato. “A causa dei continui sbarchi – evidenzia l’assessore Santisi – assume rilevanza solo la dimensione emergenziale che c’è e che continua ad esserci, per i problemi di una prima accoglienza sovraccarica, gravata da indisponibilità di posti in seconda accoglienza, necessaria al fisiologico trasferimento.
Si tratta di un problema che interessa tutto il territorio sia regionale che nazionale.
La gestione dell’emergenza – continua l’Assessore – dovuta al susseguirsi degli sbarchi, rallenta l’affermazione del modello dell’accoglienza diffusa, sposato dall’Amministrazione. Tale sistema si rende socialmente sostenibile nella comunità locale e si caratterizza per il protagonismo dei migranti minori e non, in quanto più importante risorsa del processo di integrazione. Accoglienza diffusa – conclude la Santisi – significa anche investire in un sistema di strutture più piccole e adatte sia al migrante accolto che alla comunità che accoglie. La città ha bisogno di sinergie e alleanze con le istituzioni, la società civile, le organizzazioni sociali, per progettare insieme opportunità e mettere in rete tutte le risorse presenti nella comunità territoriale”.

(fonte http://www.stampacomunemessina.it/ )

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ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI: PRECISAZIONE DELL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI SANTISI

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In merito al delicatissimo argomento dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati l’assessore  alle Politiche sociali, Nina Santisi, ha precisato: “Il fatto storico ineludibile che stiamo vivendo non consente a nessuno di strumentalizzare una tragedia umanitaria di tale portata, ma ci chiama tutti responsabilmente a mettere in gioco azioni di vera tutela e garanzia per i migranti. Relativamente a notizie pubblicate, e riprese sui social network, circa la presenza di minori all’interno del centro per adulti “Gasparro”, di esclusiva competenze prefettizia, mi permetto di precisare a chi non conosce la problematica e ricordare a chi la conosce che lo status di “minore età” dei migranti, può essere accertato solo ed esclusivamente dall’unico organo cui spetta l’identificazione dei cittadini stranieri che giungono via mare, ovvero l’Ufficio Immigrazione della Questura, affiancato da propri mediatori culturali, da rappresentanti di Frontex, Europol e con la collaborazione delle Ong (Unhcr, Save the Children, Oim..).
Qualora al Comune venga segnalata la presenza di minori in centri adulti, il dipartimento Politiche sociali interviene, allertando le autorità competenti, per l’eventuale immediata accoglienza in strutture idonee per la minore età. Preciso, inoltre – prosegue l’assessore Santisi – che quando si rende necessario, trasferire da Casa Ahmed gli ospiti che stanno per raggiungere la maggiore età, le assistenti sociali del comune inoltrano, con un mese di anticipo, al Servizio centrale del Ministero dell’Interno (competente nell’attribuzione dei posti), la richiesta di accoglienza in strutture del circuito del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), affinchè rientrino nel normale percorso di integrazione, in una struttura di seconda accoglienza.
Purtuttavia, è ormai nota la cronica mancanza di posti in seconda accoglienza nei centri governativi e questa non è certamente una responsabilità addebitabile al Comune.
L’Amministrazione comunale, piuttosto, ha recentemente risposto al bando del Ministero dell’Interno per l’ampliamento dei posti nella rete Sprar.
La percentuale di minori registrati ad ogni sbarco rasenta la soglia del 20% del totale degli arrivi e sta mandando in affanno il sistema dell’accoglienza su tutto il territorio regionale. Nonostante tali difficoltà, Casa Ahmed, aperta in virtù di un’ordinanza sindacale, analoga alla precedente ordinanza prefettizia, sta funzionando, nell’attesa che altri centri in città si accreditino, da struttura “cuscinetto” tra la prima e la seconda accoglienza. Pur accreditata come centro di prima accoglienza, la struttura, che fino ad oggi ha accolto 1193 minori, ha organizzato il proprio lavoro fornendo servizi e prestazioni per cui tutti i ragazzi sono iscritti al servizio sanitario e a scuola e quando necessario ricevono le apposite terapie.
L’accoglienza è inserita in una rete territoriale con l’istituzione scolastica pubblica (Centro istruzione provinciale adulti “Verona Trento” per la formazione scolastica; istituto “Antonello”, istituto “Cuppari”, istituto “Basile” per la formazione professionale) che sta fornendo concretamente ai minori l’opportunità di integrarsi e di proiettarsi con speranza al proprio futuro. Si rammenta che l’istituzione di centri di accoglienza per minori è principalmente demandata al terzo settore e, pertanto, fin dal 13 ottobre 2015, l’Amministrazione comunale ha pubblicato avviso volto alla ricerca di strutture da convenzionare, auspicando e sollecitando la nascita di nuove realtà in città per la prima e la seconda accoglienza.
Vorrei aggiungere, infine, che chiunque ravvisi violazioni dei diritti umani, circa le condizioni di vita dei migranti, ha il dovere di “denunciare” tale violazione agli organi competenti, piuttosto che indirizzare critiche generiche, prive della necessaria conoscenza di ruoli e competenze specifiche in una materia così delicata.
Certo, rimane ancora molto da fare per uscire dall’emergenza.
Pur tuttavia, questo impegno – conclude Nina Santisi – non toglie valenza e significato agli sforzi attualmente messi in gioco, nella nostra città,  nel sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, ricordandoci che nessuno ha l’esclusiva su tale settore. Ma solo insieme, istituzioni, associazioni, volontariato, società civile e terzo settore potranno dare a questa accoglienza la dignità che ci richiede e che merita”.

(fonte http://www.stampacomunemessina.it/ )

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FUGGIRE O MORIRE. ROTTE MIGRATORIE E LUOGHI DI ACCOGLIENZA

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locmedu4_buonoDomani, sabato 26,  alle ore 18, al Palacultura, si svolgerà l’incontro pubblico dal titolo “Fuggire o morire. Rotte migratorie e luoghi di accoglienza”, alla presenza del sindaco, Renato Accorinti, e dell’assessore alle politiche sociali, Nina Santisi. Interverranno la psicologa del team MEDU (Medici per i Diritti Umani) e coordinatrice del progetto “ON.TO” (http://www.mediciperidirittiumani.org/progetto-on-to/), Flavia Calò, e lo psichiatra e psicoterapeuta del team MEDU, Peppe Cannella. Sono inoltre previsti contributi dell’Ufficio Diocesano Migrantes e del circolo Arci Thomas Sankara. Si parlerà di rotte migratorie, di traversate del deserto, di abusi e torture che i migranti subiscono lungo la loro strada. L’iniziativa, cui sono invitati a partecipare associazioni, medici, psicologi, cittadine e cittadini, mira a diffondere l’esperienza e il lavoro di MEDU anche nella nostra città, che accoglie bambini, donne e uomini in fuga dalla fame e dalla guerra, per costruire insieme un’accoglienza più umana. “Troppo spesso nel nostro paese – si legge sul sito ufficiale del MEDU www.mediciperidirittiumani.org –  l’arrivo di migranti e rifugiati è percepito come “l”invasione” di una massa indistinta. Affermazioni come “aiutiamoli a casa loro” o la sua variante più xenofoba “se ne restino a casa loro” oppure ancora “accogliamo i rifugiati ma i clandestini devono essere respinti” sono spesso patrimonio di molti politici oltre che del luogo comune. Il rapporto predisposto dal MEDU, basato sulle storie e le testimonianze di centinaia di migranti forzati provenienti sia dall’Africa occidentale che dal Corno d’Africa, cerca tra l’altro di fornire elementi di comprensione di un fenomeno così complesso, al di là di pericolose e fuorvianti semplificazioni. Il Rapporto “Fuggire o morire. Rotte migratorie dai paesi sub-sahariani verso l’ Europa” si basa sulle informazioni raccolte da Medici per i Diritti Umani (MEDU) nei primi 6 mesi di attività del progetto “ON TO: Stopping the torture of refugees from Sub-Saharan countries along the migratory route to Northern Africa” presso i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) per richiedenti asilo in provincia di RAGUSA e il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di MINEO, in provincia di Catania. Vengono inoltre riportati dati e testimonianze raccolti nel corso di undici mesi di attività presso alcuni insediamenti informali di migranti forzati a ROMA: edifici occupati, baraccopoli, stazioni ferroviarie. Questo rapporto analizza in particolare le conoscenze acquisite sulle rotte migratorie e il traffico di esseri umani lungo il percorso verso il Nord Africa oltre che sul tipo di violenze e torture che i migranti subiscono nel corso di questo lungo viaggio. Dalle evidenze raccolte emerge che il business dell’ immigrazione nel deserto del Sahara, in Libia e nel Mar Mediterraneo risulta essere sempre più una rete proteiforme, gestita sia da gruppi di trafficanti altamente organizzati sia da individui non professionisti che agiscono autonomamente. Il rapporto descrive inoltre le conseguenze psicologiche e fisiche del trauma vissuto dai migranti nel loro paese d’origine o nel corso del percorso migratorio. Secondo le testimonianze raccolte, tra le le forme più frequenti di tortura e di trattamenti inumani e degradanti vi sono: percosse e altre forme di traumi contusivi; privazione di cibo e acqua, pessime condizioni igienico-sanitarie; percosse ai piedi (falaka); sospensione e posizioni stressanti (ammanettamento, posizione in piedi per un tempo prolungato, ecc); minacce di violenze e di morte ai danni dei migranti o delle loro famiglie; violenze e oltraggi sessuali, oltraggi religiosi e altre forme di trattamenti degradanti; privazione di cure mediche; aver assistito ad episodi di tortura e trattamenti crudeli nei confronti di altre persone. Le violenze si sono verificate nella maggior parte dei casi in Libia. Dall’analisi delle storie individuali, risulta evidente che la tradizionale dicotomia tra rifugiati e migranti economici sembra essere più un concetto astratto che uno strumento in grado di comprendere adeguatamente una realtà così complessa. E’ indubbio, ad esempio, che i richiedenti asilo provenienti dall’Africa occidentale partono in cerca di una vita migliore, ma allo stesso tempo la gran parte di loro – allo stesso modo degli Eritrei che fuggono da una dittatura brutale – è in fuga da una moltitudine di drammatiche circostanze che rappresentano spesso una minaccia per la stessa vita. Indipendentemente dal paese di origine, molti di loro devono dunque essere senza dubbio considerati migranti forzati. I sistemi di accoglienza in Italia e in Europa devono necessariamente tenere in considerazione le molteplici vulnerabilità dei richiedenti asilo che hanno affrontato il viaggio dal momento che tali fattori permangono anche dopo l’arrivo”.

Facebook Events https://www.facebook.com/events/981438205248434/
(fonte http://www.stampacomunemessina.it/ )

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PRIMO GIORNO A PALAZZO ZANCA DEL NUOVO ASSESSORE DELLA GIUNTA MUNICIPALE NINA SANTISI

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E’ stata presentata stamani a Palazzo Zanca dal sindaco, Renato Accorinti, dal vicesindaco, Guido Signorino, e dalla Giunta municipale, Nina Santisi, il nuovo assessore comunale, che subentra a Nino Mantineo, e si occuperà delle deleghe relative ai Servizi Sociali, al Personale ed alle Politiche delle Migrazoni.
“Sono particolarmente felice – ha dichiarato la Santisi – di fare parte di questa squadra, che già seguivo con apprezzamento e stima per il lavoro che sta portando avanti. Mi dedicherò col massimo impegno per risolvere le problematiche inerenti le mie deleghe e ripagare la fiducia del sindaco Accorinti che mi ha scelto. Ho accettato questo incarico perché sento di potere dare un contributo importante sotto l’aspetto dell’impegno, delle mie competenze e della partecipazione. Nel ringraziare il precedessore, Nino Mantineo, per il lavoro svolto e per l’aiuto che potrà darmi, intraprendo fin da oggi la mia attività.
Diventare assessore di questo Comune non era nei miei progetti di vita. Mi sono occupata delle problematiche sociali da tecnico, da dirigente di un’azienda sanitaria, adesso arrivo a questo ruolo non da politico. Oggi sento forte l’importanza di questo incarico.
L’obiettivo è entrare il prima possibile nelle dinamiche e nella conoscenza delle risorse umane ed economiche disponibili. La sfida è riuscire a fare delle cose buone entro i vincoli della realtà.
I punti fondamentali sono la ricognizione delle risorse, la valorizzazione dell’esistente, i piani di miglioramento attraverso la rigenerazione delle motivazioni e delle competenze, rafforzare le alleanze, aggiornare i vincoli ed espanderli”.
Il sindaco Accorinti ha aggiunto che: “E’ una personale felicità averla in questa squadra. La scelta è ricaduta su Nina Santisi, perché mi dà ampie garanzie nel settore affidatole sotto l’aspetto sia umano che professionale”. Nata il 7 agosto del 1962 a Nizza di Sicilia, laureata nel 1986 in Psicologia, all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, è iscritta all’Albo degli psicologi della Regione Siciliana n. 0871 e al Sottoalbo degli Psicoterapeuti (art.35); nel ’93 consegue la specializzazione universitaria quadriennale in “Psicologia Clinica”, sempre alla “Sapienza”.
Nel corso della formazione post-universitaria dal 1987 al 1990, frequenta a Roma al Centro Studi e Ricerche per la Psicoterapia Relazionale e della Famiglia, il corso di formazione in Psicoterapia Relazionale e della Famiglia; e per quanto concerne la formazione Manageriale, nel 2002, il Modulo Speciale per la Formazione in Management sanitario al Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università di Messina; nel 2005, il corso di Formazione Manageriale per l’accesso agli incarichi relativi alle funzioni di direttore di Struttura Complessa e moduli integrativi per dirigenti sanitari in possesso del certificato di formazione manageriale, a cura del CEFPAS;  e dall’aprile di quest’anno fino a dicembre 2016, l’Executive MASTER in “Management delle Aziende Sanitarie e sociosanitarie” – EMMAS (Scuola Direzione Aziendale – Università “Bocconi”). Dal 1992 al 2004, il neo assessore ha svolto attività professionale presso l’A.U.S.L. 5, Dipartimento Materno Infantile per l’Area Consultori Familiari. Dal 2004 ad oggi, è dirigente responsabile di struttura “Unità Operativa Formazione e Aggiornanento”, in Staff alla Direzione Generale; attività di formatrice, per l’Azienda Sanitaria nei progetti formativi aziendali, sui temi trasversali della comunicazione e umanizzazione dei servizi sanitari e della psicologia nel sistema di salute pubblica; attività di docenza specifica sui temi del counseling individuale, di coppia e di gruppo; attività di docenza specifica sui temi del Governo Clinico, quali Qualità, Management del Processo Assistenziale, Etica Sanitaria, Consenso Informato, Relazione col Paziente e Sicurezza, Comunicazione Efficace, Sviluppo della Risorsa Umana, Gruppi di Lavoro e Gestione del Conflitto, Stili direzionali e Leadership, Enpowerment del paziente, Audit Civico. Altri incarichi nell’Azienda di appartenenza sono: referente aziendale per le “Attività d’Internazionalizzazione e la Ricerca nel Settore Sanitario”; per la comunicazione e componente della rete regionale dei referenti della comunicazione; nell’ambito delle attività di auditing aziendale, la dottoressa Santisi è referente delle linee progettuali del Piano Sanitario Nazionale: “Valorizzazione del volontariato”, “Paziente esperto e consapevole”, “Promozione allattamento materno” ,“Parole in grembo”,“Violenza di genere”. E’ inoltre presidente del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni e coordinatrice del Gruppo Interaziendale dell’Area metropolitana di Messina per il programma regionale “Rete Civica per la Salute”, in collaborazione con i comitati consultivi aziendali per allargare la partecipazione ai cittadini attivi e competenti. Per quanto riguarda l’attività didattica, in particolare quella universitaria, negli anni accademici che vanno dal 1998 al 2007, è stata docente a contratto, presso l’Università di Messina, Facoltà di Scienze Politiche, Diploma in Servizio Sociale per le cattedre di “Psicologia sociale”, “Psicologia dello sviluppo” e “Psicologia di Comunità”; alla Facoltà di Medicina dell’Università di Messina, Scuola di specializzazione in Igiene (A.A. 2008-2010) e alla Scuola di Specializzazione in Medicina Generale (A.A. 2015); e nei corsi per le funzioni dirigenziali di struttura complessa, organizzati sempre dall’Università di Messina (Facoltà di Economia) in collaborazione con l’Ordine dei Medici. Su committenza del Centro regionale per la formazione del personale delle Aziende Sanitarie (CEFPAS) di Caltanissetta –  Ente strumentale della Regione Sicilia, ha esercitato l’attività di docenza dal 2005 al 2014 sui temi: “Marketing Sociale in Sanità”, “Promozione e sostegno dell’Allattamento Materno” e “La relazione d’aiuto in ambito sociosanitario”. Pluriennale attività di docenza per gli operatori delle Aziende Sanitarie, in ambito regionale e nazionale, sui temi del Counseling, Promozione e sostegno dell’allattamento materno, Miglioramento Continuo della qualità, Formazione formatori, Comunicazione col paziente e medicina narrativa, Andragogia, Ascolto e processi di accoglienza, Gruppi di lavoro ed equipe curanti; attività di docenza nell’Area del Sociale per studenti universitari e operatori, sui temi Welfare di comunità, Affido familiare, Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza; per il Terzo settore (volontariato, associazionismo): Comunicazione e processi di empowerment, la Crisi come risorsa educativa, il burnout del volontario, affido familiare, ascolto e accoglienza, gruppi di lavoro; e per la scuola di formazione del personale del Tribunale dei minorenni: Adolescenti e legalità; e docenze anche nei corsi destinati al personale delle  Scuole di secondo grado sui Progetti di “Educazione alla salute” e sulla “Relazione educativa”. Il neo assessore Santisi ha partecipato inoltre in qualità di esperta a molteplici convegni e seminari con un impegno nel volontariato come formatrice sui temi fondamentali dell’accoglienza e della protezione delle fasce più deboli.
Dal 2012 ha ottenuto vari incarichi in particolare da dicembre 2012 al 2014, è stata componente dell’Osservatorio Regionale sulla Formazione continua, in rappresentanza dei responsabili delle UU.OO. Formazione delle aziende sanitarie regione Sicilia; nel 2008 Componente Comitato Scientifico  POLIS (Pari Opportunità e Lavoro in SICILIA) – Iniziativa Comunitaria EQUAL – Obiettivo 4.4, Asse 4.2.; dal 2008 Componente Comitato Scientifico “Associazione Sicura”, per la lotta ai tumori e il sostegno alle famiglie di Messina; nel 2004, membro del Comitato Scientifico del Parco Letterario “Horcynus Orca” di Messina, nonché tutor e valutatrice nazionale della task force dell’iniziativa globale OMS-UNICEF per l’alimentazione infantile “Ospedali e Comunità Amici dei BAMBINI”. Nel corso della sua attività professionale è autrice di 26 pubblicazioni, tra le quali 4 monografie.

(fonte http://www.stampacomunemessina.it/ )

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Nina Santisi nuovo assessore

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Il Sindaco Renato Accorinti comunica di avere valutato con la necessaria attenzione la situazione che si è creata in seguito alle questioni sollevate dall’assessore Antonino Mantineo sulla gestione dei servizi sociali.
Le criticità segnalate richiedono una risposta immediata e nuove energie per rilanciare nella direzione dell’efficienza un settore determinante per la qualità della vita di una larga fascia di cittadini.
Nel ringraziare Nino Mantineo per il tempo e l’impegno dedicato in settori molto delicati, il Sindaco informa di avere nominato la dottoressa Antonina Santisi assessore della Giunta comunale.
La conferenza di presentazione sarà tenuta lunedì 24 agosto alle ore 10 sala Falcone e Borsellino a Palazzo Zanca.

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