Chi è Renato

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Renato Accorinti

Renato Accorinti è nato a Messina il 30 marzo 1954.
E’ un attivista, pacifista, politico, docente e tecnico della Federazione Italiana di Atletica Leggera italiano.
È tra i fondatori del movimento No al Ponte e del Movimento Nonviolento messinese. Attivo nella difesa dei diritti civili, dell’ambiente e nella lotta alle mafie.

Biografia
Dopo essersi diplomato all’Istituto Superiore Minutoli di Messina, nel luglio del 1977, a Palermo, consegue il diploma ISEF.
Nel 1976 è insegnante di educazione fisica nel Liceo Scientifico Archimede di Messina. L’anno successivo, nel 1977 chiede e ottiene il trasferimento presso la scuola media inferiore.

Pacifismo e nonviolenza
A seguito della legge 772 del 15 dicembre 1972 sul servizio civile, conduce una campagna informativa sull’obiezione di coscienza al servizio militare, divenendo referente provinciale della Lega degli Obiettori di Coscienza.
Negli anni ’70 è a Berlino per manifestare contro il Muro di Berlino.
Nel 1979 partecipa alla Carovana per il Disarmo Bruxelles-Varsavia, manifestando, nelle città europee maggiormente militarizzate, contrarietà al dispiegamento di armamenti da parte sia della NATO sia del Patto di Varsavia. Dopo aver incontratoPietro Pinna a Perugia, nel 1979 fonda, insieme a altri attivisti, il Movimento Nonviolento messinese, mediante il quale, nel 1981, promuove una campagna informativa in favore dei 5 referendum radicali, ritenendo il divieto di abortire e l’aborto clandestino atti di violenza nei confronti delle donne.
Nel 1982, a Comiso, manifesta contro l’installazione di una Base NATO. Il 15 gennaio 1991 è imputato del delitto p. e p. dall’art. 414, 1° comma n.1 C.P. e rinviato a giudizio, poiché durante lo svolgimento di una manifestazione contro l’intervento italiano nella Guerra del Golfo istiga i militari a disertare nel caso fossero inviati a combattere nel Golfo Persico e i giovani che ricevessero la cartolina precetto, a strapparla. Il 9 giugno del 1992, a Messina, in un Tribunale colmo di studenti e concittadini solidali, il presidente Ernesto Morici sentenzia che il fatto sussiste ma non costituisce reato: è assolto.
Tra il 1992 e il 1995, insieme ad altre forze messinesi, sotto la sigla di Comitato messinese per la Pace e il Disarmo unilaterale, organizza e promuove numerosi incontri informativi e manifestazioni critiche nei confronti della Guerra in Bosnia ed Erzegovina.
L’11 febbraio 2008 lancia l’iniziativa Free Burma, Free Tibet per protestare contro il rifiuto del presidente del consiglio dei ministri Romano Prodi di incontrare il Dalai Lama Tenzin Gyatso.
Il 21 maggio 2008 promuove la causa del popolo tibetano organizzando a Palazzo Zanca una Serata per ilTibet.

L’impegno contro la mafia
Il 23 maggio 2005, tramite una lettera aperta, propone di esporre al centro di Messina i resti dell’automobile degli agenti di scorta al giudice Giovanni Falcone, andata quasi interamente distrutta nella Strage di Capaci, come simbolo della violenza stragista mafiosa. Tale instanza è riproposta al Questore e al Prefetto di Messina il 9 maggio 2012. Dal momento che sin dall’8 luglio 1997 la piscina comunale di Messina è intitolata a Graziella Campagna, Renato Accorinti sollecita ripetutamente, ma senza soddisfazione, le amministrazioni comunali che si succedono, affinché venga affissa all’ingresso della piscina una targa ed un pannello commemorativi a testimonianza di tale intitolazione. Il 27 ottobre 2008, in presenza del Procuratore Capo Guido Lo Forte, del comboniano missionario Alex Zanotelli e dei fratelli di Graziella Campagna, affigge personalmente la targa ed il pannello commemorativi realizzati dall’artista ceramista Cecilia Caccamo. Il pannello riporta la dedica a Graziella Campagna: «La tua memoria, il nostro impegno per costruire il domani». Il 13 marzo 2010 è invitato a Reggio Calabria a intervenire sul palco del No Mafia Day.
Il 18 agosto 2012 manifesta pubblicamente solidarietà nei confronti degli attivisti del Comitato Addiopizzo di Messina per le minacce subite mentre distribuiscono volantini contro la mafia, durante la Vara di Messina, da parte di alcuni esponenti del comitato della processione.
Il 2 settembre 2012 manifesta pubblicamente solidarietà al giornalista Antonio Mazzeo querelato dalla giunta del comune siciliano di Falcone per aver scritto e pubblicato l’articolo dal titolo Falcone colonia di mafia fra Tindari e Barcellona Pozzo di Gotto.

La lotta contro il Ponte sullo Stretto di Messina
Tra i fondatori del movimento No al Ponte, il 25 giugno 2002 si arrampica sul pilone di Torre Faro: per un giorno e una notte espone a circa 220 metri di altezza due striscioni contro il progetto di costruzione del ponte, attirando sulla causa promossa grande attenzione mediatica. Il 7 luglio 2002 organizza, col movimento No al Ponte, un corteo per le vie di Messina.
Il 18 dicembre 2003 a Roma, nella sala stampa di Montecitorio, con Nichi Vendola e Grazia Francescato, presenta il primo calendario No al Ponte, ideato con Giampiero Neri ed il giornalista freelance Enrico Di Giacomo. Tale calendario, che ha un seguito nel 2005 e nel 2006, sottolinea la bellezza paesaggistica dello Stretto di Messina e alcune tappe fondamentali del movimento No al Ponte. In esso sono esposte le ragioni della contrarietà alla realizzazione del ponte, quali la presunta insostenibilità economica, ambientale e idrogeologica; è supposta l’infiltrazione di interessi mafiosi nella gestione degli appalti; sono indicate proposte alternative per investire denaro nell’area dello Stretto e nel Mezzogiorno in generale, quali il raddoppio delle linee ferroviarie, la conversione dell’aeroporto di Comiso da militare in aeroporto civile e commerciale, il completamento della rete autostradale e la costruzione di nuove tratte, l’ampliamento e la costruzione di porti funzionali alle autostrade del mare, il potenziamento del servizio di traghettamento, anche pubblico, nello Stretto di Messina. Tale calendario è sottoscritto da molti personaggi del mondo della cultura, tra cui Dario Fo, Alex Zanotelli, Luigi Ciotti, Beppe Grillo, Arturo Paoli, Rita Borsellino, Michele Santoro, Corrado Augias e Don Gallo. Il 22 gennaio 2006 organizza a Messina, col movimento No al Ponte, un corteo che registra la partecipazione di oltre 15.000 cittadini. Il 31 luglio 2009 è dalle forze dell’ordine allontanato dall’inaugurazione della settantesima edizione della Fiera Internazionale di Messina, quando mostra al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, invitato a presenziare e ad annunziare l’avvio dei lavori per la costruzione del ponte, una bandiera recante la scritta No al Ponte. L’8 agosto 2009 partecipa all’organizzazione di un nuovo corteo No al Ponte al quale partecipano oltre 6.000 cittadini.
Il 17 agosto 2009, durante il concerto di Roy Paci a chiusura della Fiera campionaria di Messina, è invitato dallo stesso artista a salire sul palco per fare un appello contro il progetto di costruzione del ponte: quando scende dal palco è aggredito verbalmente dal commissario dell’Ente Fiera Internazionale di Messina Fabio D’Amore. Il 5 dicembre 2009 è invitato a rappresentare e esporre le ragioni del movimento No al Ponte sul palco del No Berlusconi Day, così come il 17 marzo 2011 a Napoli in occasione della Festa dell’Unità.
Il 1º settembre 2011 a Messina è invitato a intervenire da Caparezza, durante un suo concerto, in merito al Ponte sullo Stretto di Messina.

Ambientalismo
Il 26 marzo 2009 lancia la campagna La natura ci salverà al fine di promuovere l’incremento delle aree verdi a Messina e la creazione di parchi pubblici, sull’esempio dell’iter che ha condotto al bolognese Giardino della Lunetta Gamberini, cercando di sfruttare le aree militari nel territorio cittadino, a suo parere, scarsamente utilizzate o in completo disuso. Di propria iniziativa, non ricevendo risposte concrete da parte dell’amministrazione pubblica, individua delle aree specifiche nel centro cittadino e con l’ausilio di alcuni suoi giovani studenti e Rom, armato di vanghe e zappe, pianta degli alberi. Il 30 dicembre 2012 denuncia lo sperpero di denaro pubblico che l’amministrazione comunale avrebbe perpetrato per anni acquistando e piantando, in occasione del periodo natalizio, un abete adulto, con le radici tagliate, a Piazza Cairoli a Messina, che puntualmente andrebbe gettato alla conclusione delle festività natalizie.
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Afferma inoltre che tale modo di procedere, da parte delle amministrazioni comunali, sarebbe un modello diseducativo per le giovani generazioni in relazione al rispetto per la natura.

L’impegno politico e per i diritti civili
Il 7 giugno 1978, con i rappresentanti di ventinove associazioni sportive messinesi, promuove una petizione popolare al fine di ottenere l’agibilità dell’impianto sportivo Ex GIL (oggi Salvo Santamaria) di Messina e l’impiego a tal fine dei 140 milioni di lire già stanziati dall’amministrazione comunale. Le firme presentate al sindaco Antonio Andò sono diecimila. Il 19 agosto 1980, a seguito delle promesse non mantenute dell’amministrazione comunale, si incatena con altri venti attivisti sul palco, montato all’interno dell’Ex GIL, in cui si sarebbe dovuto tenere un concerto delBanco del Mutuo Soccorso, al fine di porre l’attenzione sull’incoerenza, secondo i manifestanti, tra la dichiarata non agibilità per gli sportivi ma la possibilità di organizzarvi eventi potenzialmente molto partecipati in quanto a pubblico. La manifestazione si conclude con gravi disordini. Il 5 giugno 1989, al termine del corteo cittadino contro l’assenza di rampe per disabili e a favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche nel comune di Messina, sono consegnate al sindaco Mario Bonsignore 12 mila firme della relativa petizione. Il 16 dicembre 1989 dichiara pubblicamente che se entro una settimana non fossero stanziate le risorse necessarie alla realizzazione delle opere richieste dalla petizione, avrebbe cominciato uno sciopero della fame davanti al Municipio di Messina. Il 22 dicembre 1989, l’amministrazione comunale stanzia per tali opere 500 milioni di lire.
Dal 13 al 15 aprile 2001, col benestare dell’arcivescovo Giovanni Marra, in piena Settimana Santa, conduce uno sciopero della fame nella Cattedrale di Messina in segno di protesta per il transito dei TIR nel centro urbano messinese. Tale transito è inevitabile finché i traghetti dellaCaronte&Tourist, approdando da Villa San Giovanni in Rada San Francesco, costringono i TIR all’unico percorso obbligato per raggiungere i più vicini svincoli autostradali, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini e sulla viabilità urbana. Il 9 maggio 2001, con una delegazione di cittadini, presenta al Prefetto Giosuè Marino, il testo di una petizione popolare nella quale propone di chiudere l’approdo di Rada San Francesco in favore di un unico approdo a Tremestieri, nella periferia sud di Messina. Tale approdo avrebbe il vantaggio di essere a ridosso dell’omonimo svincolo autostradale, facilmente raggiungibile tramite una breve bretella che bypassi quasi completamente il traffico urbano.
Nell’aprile 2006 è inaugurato l’approdo di Tremestieri ma le sole due invasature sono insufficienti ad assorbire l’intero traffico di attraversamento delloStretto di Messina. Tra il 2008 e il 2012 l’approdo di Tremestieri funziona ad intermittenza a causa di ricorrenti problemi di insabbiamento: sono previsti progetti di ristrutturazione e potenziamento dell’approdo. Il 16 dicembre 2006 inaugura, nella scuola media Enzo Drago di Messina, laStanza del Silenzio, del Respiro consapevole e della Meditazione. Il 1º aprile 2005 proietta pubblicamente a Palazzo Zanca, alla presenza di Alex Zanotelli, dell’arcivescovo Giovanni Marra e della comunità Rom messinese, il documentario (prodotto con Enrico Di Giacomo, Daniele Brigandì e Giampiero Neri) dal titolo Gli Ultimi degli Ultimi – viaggio nel campo ROM di Messina, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di abbandono e disagio vissuta dai Rom, essere veicolo di una meno superficiale conoscenza di quest’etnia e abbattere i tanti pregiudizi che ne impediscono una rispettosa loro integrazione nella società cittadina. Il 2 marzo 2007 con l’iniziativa Messina e Reggio: la Città dello Stretto, propone di creare una flotta intercomunale fra le città di Messina e Reggio Calabria, al fine di facilitare economicamente gli spostamenti dei cittadini delle due aree metropolitane, permettendo così una maggiore commistione culturale. Il 13 dicembre 2010 promuove col consigliere della terza circoscrizione di Messina, Libero Gioveni, una petizione popolare per chiedere all’amministrazione comunale l’abolizione del piano tariffario entrato in vigore il 1º dicembre 2010 per la fruizione del campo d’atletica Santamaria. Tale tariffazione sarebbe dai firmatari ritenuta illegittima in quanto la struttura sportiva non garantirebbe i servizi minimi che la giustifichino. Il 4 giugno 2011, in occasione della festa della Madonna della Lettera, dal campanile del Duomo di Messina, insieme ad alcuni rappresentanti della Rete Lilliput, sotto gli occhi dell’arcivescovo Calogero La Piana e del sindaco Giuseppe Buzzanca, espone uno striscione contro la privatizzazione delle risorse idriche con chiaro invito a votare “sì” al relativo quesito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011.
Il 17 giugno 2010 denuncia il disastrato stato in cui verserebbe l’Archivio Storico di Messina, lasciato marcire negli scantinati dell’istituto scolastico Enzo Drago, invasi dall’umidità e dal 2006 inaccessibili a studiosi e pubblico. Dopo continue e rinnovate sollecitazioni, il 28 dicembre 2011 occupa il Palazzo della Cultura di Messina per protestare contro l’indifferenza delle istituzioni e chiedendo che l’Archivio Storico sia lì trasferito. Pochi giorni dopo, l’amministrazione comunale comincia l’operazione trasferimento degli antichi volumi. A seguito di un esposto di Renato Accorinti, il 5 gennaio 2012 il procuratore aggiunto Ada Merrino apre un’inchiesta per stabilire le responsabilità istituzionali in relazione all’abbandono di tale archivio e alla conseguente perdita di parte dei preziosi testi.
Il 20 gennaio 2012 attorno a Renato Accorinti e alla sua battaglia per salvare l’Archivio Storico di Messina, nasce il Movimento per la Cultura.
Il 31 dicembre 2012 chiede e ottiene dal Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta un incontro pubblico al Teatro in Fiera di Messina occupato (ex Irrera a mare, ribattezzato Pinelli dagli occupanti) e il suo impegno a ristrutturare e restituire alla città di Messina quella struttura che sarebbe, secondo gli occupanti, stata abbandonata e lasciata marcire dalle istituzioni da decenni. Lo stesso giorno chiede al Presidente Rosario Crocetta di assumersi anche altri precisi impegni: chiudere la Società Stretto di Messina in quanto ritenuta un inutile costo per lo Stato; completare l’approdo di Tremestieri; finanziare una flotta regionale/comunale; annullare il progetto di creare un’area di smantellamento delle navi della NATO nella zona falcata a favore di progetti che valorizzerebbero maggiormente un’area, a suo parere, fra le più suggestive e belle di Messina. Il 19 gennaio 2013, a Palazzo Zanca, presenta la sua candidatura a sindaco di Messina con la lista civica Renato Accorinti Sindaco – Cambiamo Messina dal Basso.

Sport
È presidente e allenatore della Società Polisportiva Movimento Nonviolento di Messina.
Nel 1998/99 è direttore del campo d’atletica Salvatore Santamaria: oltre all’ordinaria amministrazione che compete al suo incarico, organizza e promuove eventi culturali e d’intrattenimento.
Denomina ilSalvatore Santamaria anche Campo per la Pace.
Alcuni atleti da lui allenati conseguono importanti risultati sportivi:

  • Letterio Feti, campione italiano mezza maratona juoniores 83, Lamezia Terme
  • Francesco Certo, campione italiano mezza maratona juoniores 97, Foligno
  • Anna Maria Certo, finalista nazionale Giochi della Gioventù, metri 1000, con primato italiano 2’ 49’’ 73, Mogliano Veneto
  • Anna Maria Certo, primatista italiana cadette, metri 600, con primato italiano 1’ 32’ 9, Messina
  • Anna Maria Certo, primatista italiana cadette, metri 1200, con primato 3’ 30’’ 9
  • Anna Maria Certo, primatista italiana cadette, metri 2000, con primato 6’ 22’’ 3
  • Roberto Gianò, campione italiano Giochi della Gioventù, metri 1000
  • Roberto Gianò, campione italiano, metri 600
  • Roberto Gianò, primatista italiano metri 1200 siepi
  • Roberto Gianò, campione italiano Giochi della Gioventù, corsa campestre allievi
  • Roberto Gianò, campione italiano juniores, metri 3000 siepi
  • Roberto Gianò, sesto campionati europei juniores, metri 3000 siepi, Salonicco
  • Francesco Musolino, campione italiano Giochi della Gioventù, corsa campestre allievi, Nicolosi
  • Letizia Costa, campione italiano Giochi della Gioventù, corsa campestre allievi, Conegliano Veneto

Con la scuola media Enzo Drago di Messina partecipa ai Giochi della Gioventù e vince un titolo italiano a squadre femminile, un argento maschile e un bronzo maschile.
È stato inoltre preparatore atletico dell’arbitro di calcio Tullio Lanese, in vista delle Olimpiadi di Seoul, e della squadra di pallavolo Mangiatorella Messina.

Curiosità
Figura in una fotografia (manifestazione a Berlino contro la costruzione del Muro) contenuta nel libro No War – Canzoni contro la guerra, Kaos Edizioni, Milano, pp. 6-7, della collana Gammalibri Rock Books.

Tutte le informazioni sono state tratte da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Accorinti

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